Quando guardiamo il Tour De France, il Giro d’Italia o la Vuelta, sentiamo sempre parlare di squadre e comprimari, eppure il ciclismo ci appare come un’attività individuale che non ha bisogno di nient’altro che un corridore e una bicicletta. Qual è la verità? Proviamo a rispondere in questo approfondimento che vi svela l’importanza dei club ciclistici.

Team o individuo?

La natura del ciclismo è di per sé individuale, nel senso che può essere praticato da soli proprio come il jogging, tuttavia le dinamiche di gruppo sono molto importanti sia tra gli appassionati che a livello agonistico. Vediamo subito come e perché.

I club ciclistici

Nel primo caso, è la socialità a fungere da calamita: andare in bici in compagnia è un’attività più rilassante e appagante per molti, desiderosi di condividere esperienze, percorsi, allenamenti e, perché no?, anche nuove conoscenze facendo parte dello stesso gruppo sociale. È inoltre scientificamente provato che la fatica viene in parte mitigata svolgendo in compagnia uno sport molto duro come il ciclismo.

Questo spiega la grande presenza di club ciclistici sul territorio: non solo danno diritto a sconti e promozioni, a vantaggi di varia natura, ma permettono altresì di riunire tanti appassionati.

I team agonistici

Diverso il discorso nel caso del ciclismo agonistico, in cui ovviamente il ruolo della socialità, seppure non assente, è marginale. Il ciclismo professionistico ha come punto focale la scia dell’aria: i corridori che pedalano dietro spendono meno energie perché non devono incontrare tutta la resistenza dell’aria, bloccata dal ciclista davanti a loro. Questo spiega perché le squadre sono così importanti per vincere le gare.

In sostanza un team è così organizzato: si sceglie il capitano, che è ovviamente il ciclista più forte del gruppo, quello che ha più talento e quindi chance di vittoria; il resto dei corridori serve a coprirgli l’aria davanti, così da fargli risparmiare quelle energie preziose per conquistare la vittoria finale. Tutto ciò rende il ciclismo di fatto un po’ bizzarro, perché viene praticato come sport di squadra ma a vincere è solo un ciclista, il capitano.